Pittori ed illustratori

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Nataliya Dreshpan

Scritto da Marco. Postato in Pittori ed illustratori

 

Biografia

Tutto è iniziato ai tempi dell'Unione Sovietica nel 1987 nel territorio della Repubblica di Ucraina è nata una ragazza Natalya Petrovna Dreshpan.
Fin dall'infanzia ha capito chiaramente che sarebbe diventata un'artista. A soli 17 anni, dopo la formazione professionale per diventare truccatrice, ha iniziato a lavorare nel campo del cinema e della advertising. Dopo 7 anni a Kiev con le migliori produzioni,  a soli 23 anni, si è trasferisce a Mosca e inizia a lavorare alla Mecca film negli studi Mosfilm, con i migliori registi che partecipano ai film storici d'avventura e di guerra.

Dopo 5 anni di duro lavoro, in cerca di nuove opportunità e di un diverso sistema produttivo, si trasferisce in India per lavorare nel meraviglioso e coloratissimo mondo del cinema di Bollywood. E' qui che impara a dipingere su tavole e sui vestiti con successo.
Dopo un lungo periodo, a causa della guerra civile in Ucraina, decide di tornare a Kiev dove continua a lavorare nel campo del cinema e della pubblicità fino ad oggi,

Natalia ha lavorato con i migliori registi e produttori ucraini, russi ed indiani. Oggi è make-up artist, costume consultant e decoratrice di abiti che saranno mostrati al Caffè Culturale.

Esempi di alcuni lavori

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Serena Maisto

Scritto da Marco. Postato in Pittori ed illustratori


"Non importa quello che si ha, ma quello che si fa con quello che si ha". ©Serena Maisto

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http://serenamaisto.com

Biografia

 Tutto cominciò grazie a un fisioterapista. Era il 1998, o forse il ’99, quando Serena Maisto (nata a Mendrisio, Svizzera, nel 1982) dipinse il suo primo quadro quasi per gioco, per rispondere alla richiesta di uno studio di fisioterapia. Appena Serena vide la sua opera appesa alle pareti, provò una strana sensazione, difficile da spiegare. Ma è poi tanto necessario spiegarla? Serena intuì che la sua arte era fatta per i luoghi, per le persone; era un’arte che desiderava essere intimamente legata agli uomini e alle donne che ogni giorno se la trovano di fronte. La sensazione si fece più concreta quando, alle prime mostre, la gente le diceva cose del genere: bellissimo quadro, peccato che non sia più rosso e più piccolo di dieci centimetri. Allora Serena cominciò a chiedersi: perché non tenere conto dei desideri di chi guarderà ogni giorno il dipinto? Ora Serena Maisto lavora soltanto su commissione: quando pensa e quando crea le sue opere, ha in mente con precisione le persone che le acquisteranno e il luogo dove verranno esposte. Mi viene in mente un vecchio disco di Sergio Endrigo, con le parole del poeta brasiliano Vinicius de Moraes: La vita, amico, è l’arte dell’incontro. Ecco, questo è il segreto di Serena: il suo lavoro è vivo perché è tessuto d’incontri, perché l’emozione creativa è prima di tutto personale, come in un appuntamento misterioso fra la pittrice e chi acquista i suoi quadri. Negli anni, ispirandosi all’action painting di Jackson Pollock, Serena Maisto ha sperimentato nuove vie e nuove tecniche. Da qualche anno ama giocare con le luci e le ombre, tracciando le sue linee sulla superficie lucida del plexiglass, sperimentando anche acciaio, alluminio, legno e vetro. Queste limitazioni – il luogo, la persona, il supporto, la misura o il colore – non riducono la libertà di chi dipinge, ma sono un arricchimento, una continua sfida. La vera libertà artistica, infatti, non è l’assenza di regole, ma riuscire a trovare le regole giuste. E la regola di Serena è semplice: adattare l’opera a chi la possiederà. Ogni volta che la pittrice svela un nuovo dipinto, negli occhi dell’acquirente si accende un lampo, una scintilla di riconoscimento. Caspita, dicono quegli occhi, ma com’è possibile? Questo è proprio il mio quadro!

di Andrea Fazioli

 

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